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Cogliere i segnali del cambiamento



Da anni ormai la libera professione ovvero il modello di assistenza libero professionale come l’abbiamo sempre inteso, fatto di impegno, di rapporto fiduciario con il proprio paziente, di rispetto dei dettami deontologici e normativi, sembra attraversare un perdurante periodo di crisi, tanto da mettere in discussione la stessa sua identità e connotazione, sembra inoltre segnare il passo a favore delle varie iniziative commerciali nelle più svariate declinazioni, dai low cost alle cosiddette catene, ai service odontoiatrici, in questi anni abbiamo infatti visto nascere decine di nuovi soggetti imprenditoriali, favoriti e stimolati dagli scenari legislativi venutisi a creare dopo l’avvento della Bersani, successivamente consolidati nella propria attività e capacità di penetrazione nel mercato odontoiatrico, non solo grazie alle abilità derivanti da attitudini imprenditoriali e competenze organizzative, ma anche da una situazione di ambiguità normativa, tant’è che attualmente rappresentano una realtà odontoiatrica ben strutturata con la quale la libera professione deve giocoforza confrontarsi.

Le situazioni e condizioni che maggiormente vengono sottolineiate a carico dell’odontoiatria commerciale, che ne definiscono i contorni del ”modus operandi” e che maggiormente “irritano” e sembrano recare nocumento alla libera professione sono note a tutti noi, pubblicità sempre più aggressiva e spregiudicata, corsa al ribasso delle tariffe professionali, sbandierate in tutte le forme promozionali al limite del buon gusto, disinvolto ricorso ad una vera “forza lavoro” costituita dai giovani laureati sottopagati e con scarse tutele contrattuali, soprattutto l’aspetto che maggiormente deprime è il mancato rispetto delle norme che risultano comunque vigenti, nonostante le ben note ”lenzuolate della Bersani”, sorretto quasi sempre, dalle penalizzanti delibere dell’Autorità Garante della Concorrenza che hanno peraltro vanificato gli interventi degli Ordini in questi ultimi anni.

Ulteriore sconforto per tutti noi è derivato dalla recente approvazione del DDL Concorrenza che di fatto ha legittimato le società commerciali ad operare in particolare in campo odontoiatrico, una legge che mortifica un’intera categoria, in senso più ampio la politica ancora una volta ha confermato un trend a noi sfavorevole, invece di dare sostegno alla professione la affossa, di fronte a tale demoralizzante quadro molti hanno pensato ad un prossimo tracollo della libera professione.

Gli ultimi dati riferiti dagli analisti più attenti ed accreditati sembrano invece smentire tali ipotesi, la libera professione “nonostante tutto” sembra reggere il confronto, in aggiunta in questi ultimi mesi proprio dalle istituzioni che hanno apertamente osteggiato e frustrato le nostre iniziative arrivano alcuni importanti segnali di cambiamento. In questi anni “nonostante tutto” una parte del sindacato e degli Ordini ha saputo tenere desta l’attenzione, ha saputo perseverare e battersi per il rispetto dei dettami deontologici e normativi, ha saputo essere vigile e tenere ben salda la rotta nella tempesta, l’impegno paga!!! ed ora qualche risultato cominciamo ad apprezzarlo!!!

In questi ultimi mesi infatti registriamo alcuni importanti cambiamenti come le recenti sentenze del Tribunale di Cosenza che ha ribadito che solo gli iscritti all’Albo possono acquistare attrezzature ad uso odontoiatrico ed ha condannato un Centro odontoiatrico ed i venditori, del Tar di Genova che ha sospeso l’autorizzazione sanitaria ad un centro Dentalpro di Sarzana per pubblicità non conforme, priva di indicazione del direttore sanitario (come potrete leggere di seguito nelle pagine del giornale) e dell’AGCM che a Roma ha comminato una pesante multa ad un Centro che pubblicizzava un inesistente accordo con il comune capitolino, nonché l’adozione delle nuove norme sull’ equo compenso grazie all’emendamento al Decreto fiscale approvato in Commissione Bilancio al Senato, che riconosce quindi l’equo compenso a tutti i professionisti, andando ad ampliare quanto era stato già proposto per i soli avvocati.

Il presidente Cao di Cosenza Giuseppe Guarnieri dalle pagine del Giornale della Previdenza, commentando la sentenza del locale tribunale così si è espresso: “il vento sta cominciando a cambiare, la giurisprudenza sta facendo finalmente chiarezza” è una buona, anzi ottima notizia, forse non siamo ancora di fronte ad un vero cambiamento, è ancora una timida brezza, con alcune folate di vento, anche perché la “controparte” da sempre molto agguerrita sta già muovendo le proprie contromosse con iniziative legali, anche la stessa AGCM ha ribadito la propria posizione di aperta contrarietà alla recente emendamento.

Ma i segnali ci sono e sono di forte impatto, è ora quindi che chi detiene la governance della professione sappia cogliere i segni del cambiamento, sappia interpretarli per affrontare in modo coeso e propositivo “la sfida per la professione”.

Ci auguriamo che le importanti sentenze e delibere di questi mesi non rimangano esempi isolati, ma che siano l’overture, anzi il viatico per nuove e più ampie prese di posizione per il rispetto delle norme giuridiche e deontologiche messe in atto sistematicamente su scala nazionale dagli organi preposti alla vigilanza, il sindacato farà come sempre la propria parte, ci auguriamo che il vento del cambiamento da poco alzatosi sappia alimentarsi, rinsaldarsi e soffiare a favore della professione #Andiamo avanti così

Un caro saluto.


Virginio Bobba
Presidente ANDI Torino


 
 
 
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